Gli errori più comuni nella realizzazione di un sito Internet

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“Quali sono gli errori più frequenti che si commettono nella realizzazione di un sito internet?

1. Non sapere quale deve essere la funzione del sito.

Spesso i web master realizzano un sito semplicemente perché gli è stato commissionato da un dirigente dell’azienda e non si preoccupano di conoscere quale deve essere la specifica funzione del sito.

Realizzare un sito istituzionale, che abbia la funzione di vetrina per gli eventuali visitatori, significa utilizzare una minima parte delle potenzialità del web, senza considerare il fatto che un corretto uso di questo strumento potrebbe recare molti clienti all’azienda.

 

2. Realizzare un sito autogratificante.

In alcuni siti si assiste a fenomeni di autoesaltazione e autogratificazione dell’azienda. Questo accade quando la maggior parte del contenuto riguarda la storia aziendale, la composizione del suo team, con relativo riferimento ad ogni membro e via dicendo. Parlare della filosofia dell’azienda e delle sue tradizioni è importante, ma non deve essere l’argomento principale da trattare.

Occorre sempre mettersi nei panni dell’utente, rendendosi conto che la storia aziendale non è al centro dei suoi interessi. E’ inutile e dannoso realizzare un sito per compiacere i dirigenti: non sono loro il target di riferimento.

 

3. Realizzare un sito che rispecchia l’organigramma aziendale.

Gli utenti non hanno a cuore di conoscere come è strutturata l’azienda. L’organigramma riguarda coloro che ci lavorano, non i clienti. Per questo è una scelta sbagliata inserire nell’home page un link per ogni vice presidente o comunque per chi ricopre delle cariche di rilievo.

In questo modo la gestione del sito è molto più semplice, in quanto è divisa tra i vari reparti (rispecchiando il sistema classico di gestione degli affari), ma il risultato è dispersivo e fuorviante per il visitatore. Adottare le nuove tecnologie significa anche stravolgere i canoni tradizionali: non si può organizzare un sito web come si fa con tutte le altre pratiche aziendali, un sito è qualcosa di innovativo e come tale va considerato.

 

4. Affidare il sito a più agenzie.

Anche se la creazione del sito può risultare complessa e si può protrarre nel tempo, è importante che ci sia un unico settore aziendale che si curi della sua realizzazione e gestione. Se ciò non è possibile, e occorre affidare questo compito in outsourcing, non è consigliabile che siano più agenzie a farlo, per vari motivi. Prima di tutto perché ognuna vorrà mettere il proprio logo sulle pagine realizzate (e ciò risulta fastidioso) e in secondo luogo perché il risultato finale non sarebbe omogeneo. La coerenza è uno dei requisiti da soddisfare sempre. E’ importante che il visitatore si senta a suo agio nello scorrere le pagine e ciò non può accadere se, di volta in volta, lo stile cambia.

 

5. Non curare l’aggiornamento del sito.

Di norma il costo annuale per la revisione e l’aggiornamento di un sito ammonta alla cifra affrontata per la sua realizzazione. Questo costo deve essere tenuto in conto al momento della definizione del budget, perché il sito deve essere aggiornato come minimo una volta l’anno.

Il mondo del web è infatti in continua evoluzione e, se il proprio progetto non viene curato in http://www.thetribe.it 7/10/2011 10:16:24 / Page 1 relazione alle novità, si rischia di renderlo obsoleto nel giro di poco tempo. Possono capitere anche rotture di link, cioè collegamenti ipertestuali non più attivi. Inoltre ci sono le novità all’interno dell’azienda, che devono essere sempre rese note per rendere partecipi i clienti. E’ importante che nel sito ci siano sempre contenuti nuovi, perché questo attira i visitatori.

 

6. Trattare il Web come un medium secondario.

Un errore comune nella realizzazione dei siti, specialmente da parte dei non esperti, è quello di trattare gli argomenti nelle pagine web, come si fa con gli altri media. Il Web è diverso dalla televisione e dalla stampa, ha bisogno di una considerazione differente e i suoi contenuti devono essere creati ad hoc.

 

7. Non pubblicizzare adeguatamente l’URL.

Ormai tutte le aziende che hanno un sito internet lo rendono noto nei messaggi pubblicitari televisivi, nei giornali e nelle affissioni. Citare il proprio URL è senz’altro importante per farsi conoscere, ma molto spesso questa possibilità viene usata a sproposito. Prima di tutto, se si pubblicizza un prodotto specifico, è più opportuno citare l’URL che rimanda direttamente alla pagina in cui si parla di quel prodotto e non all’home page aziendale.

Inoltre è importante che l’indirizzo sia un minimo rappresentativo del messaggio e delle caratteristiche dell’azienda, in modo che venga facilmente ricordato. I sottodomini sono quindi altamente sconsigliati. Infine la pagina che si segnala non deve essere una copia della pubblicità cartacea o televisiva, altrimenti il potere aggiuntivo del web viene annullato. Ogni medium deve essere sfruttato per le sue peculiari caratteristiche.

 

8. Sostituire le ricerche di mercato con i test di usabilità.

Generalmente le ricerche di mercato vengono fatte su dei focus group di consumatori ai quali vengono fatte domande sulle loro esigenze rispetto al sito, su quali sono le parti del sito che preferiscono e quelle che non apprezzano. Spesso si chiede anche di fare dei confronti con i siti concorrenti. I dati che derivano da queste ricerche sono molto utili per misurare l’efficacia del proprio lavoro e individuare le modifiche da fare. L’aspetto che non viene soddisfatto però, riguarda in che modo bisogna operare. La risposta a questa domanda si ottiene attraverso i test di usabilità.

Un test di usabilità consiste nell’osservazione in laboratorio del comportamento degli utenti davanti al sito; si rilevano il modo di navigazione, le difficoltà che si incontrano e in questo modo si può testare la vera validità del sito e agire di conseguenza.

Purtroppo la tendenza di molte aziende è quella di sovrastimare gli effetti del Web nel lungo periodo e sottostimare gli effetti nel breve periodo. Di conseguenza, chi abbraccia un progetto di commercio elettronico pensa di essere all’avanguardia almeno per qualche anno solo per il fatto di avere un sito web.